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Appena entrato nella basilica, il visitatore colpito dall'altezza della navata: le snelle colonne, ad imitazione di quelle del XIII secolo, si slanciano per sostenere gli incroci di ogive a 26 metri di altezza. Dal coro al deambulatorio, esse rievocano i fusti lisci dei faggi della vicina foresta. Le vetrate gettano i loro riflessi colorati sulle pietre ancora chiare a causa del taglio recente. Se i secoli non hanno lasciato la loro impronta, i maestri vetrai hanno messo il loro talento. Infatti, troviamo qui una dimostrazione esemplare dell'arte della vetrata dal 1900 fino ai giorni nostri, avendo, i rettori del santuario, saputo scegliere tra i migliori artisti della loro epoca.
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